D 1.1.1 - BE soggetti a SUOD​

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Abstract 

Il primo obiettivo del WP1 si concentra sullo stato dell'arte per quanto riguarda la relazione tra Built Environment (BE) e Sudden-onset disasters (SUOD) considerando i rischi e il comportamento umano.

 

A tal fine, le attività sono divise in due parti, in modo da delineare uno stato dell'arte consolidato su questi temi e una prima caratterizzazione dei principali fattori che definiscono la relazione tra gli BEs, gli elementi che li compongono e i rischi (cioè i SUOD).

La prima parte dell'indagine prevede l'individuazione e il recepimento delle varie classificazioni dei rischi della letteratura scientifica e delle organizzazioni internazionali di riduzione e valutazione del rischio derivante da disastri. Il secondo passo ha interessato il BE, che può essere definito come un intorno creato dall'uomo che fornisce un ambito per l'attività umana, variando per dimensione dal rifugio personale ai quartieri, all'ambiente urbano su larga scala.
I risultati sulla classificazione delle catastrofi che colpiscono la BE sottolineano come una delle categorizzazioni più significative distingue tra SUOD e SLOD (Slow-Onset Disasters) in base alla tempistica delle conseguenze, mentre altre valutazioni considerano la fonte, la frequenza, la scala e la prevedibilità.


In particolare, i disastri a insorgenza improvvisa (SUOD) sono quegli eventi: la cui occorrenza non può essere prevista con largo anticipo (ad es. da secondi per i terremoti a settimane o mesi per le attività vulcaniche); ossia, che impiega poco tempo a produrre condizioni di emergenza.

In secondo luogo, se si considera l'origine del disastro (catastrofi naturali e tecnologiche), gli SUOD specifici che interessano il BE sono organizzati valutando: tempi di reazione di prevedibilità all'allarme, fonte di rischio per gli esseri umani, influenza tra ambiente costruito e sicurezza e correlazione reciproca tra coppie di SUODs (primario/secondario).

 

Queste relazioni sono illustrate, attraverso l’analisi di un database sulle catastrofi naturali e tecnologiche europee dello scorso secolo, in cui le catastrofi primarie e secondarie erano correlate.
I risultati relativi alla caratterizzazione di BE suscettibili ai SUOD sottolineano l'importanza primaria degli spazi aperti nell'ambiente costruito come elementi per caratterizzarli anche rispetto alle possibili fasi di emergenza e al comportamento degli utenti dei BEs. Un'attenzione particolare è riservata ai BEs che costituiscono gli elementi di base per le aree urbane (ad es. la città storica compatta) a causa delle relative condizioni specifiche che incidono sul rischio (ad es. affollamento, complessità della forma generale del BE, caratteristiche degli elementi costruiti, usi del BE).

 

Si è proceduto all'identificazione delle classi morfologiche di BE rappresentative delle variabili dei sistemi urbani che interagiscono con i rischi di SUOD identificati, partendo da diverse classificazioni di tipi di spazi aperti nell'ambiente. I criteri si suddividono in: tipologia, caratteri geometrico-spaziali, caratteristiche costruttive, caratteristiche d'uso, caratteristiche ambientali.

Infine, dieci tipi principali di morfologia di BE sono stati identificati e raggruppati in due categorie: Areal BE (piazze) e Linear BE (percorsi).

In conclusione, grazie a questo primo prodotto, il prossimo passo della ricerca potrà trarre vantaggio da questi risultati nella caratterizzazione di BE reali a rischio di SUOD, attraverso dei casi studio significativi, verso la definizione di tipologie di BE inclini al SUOD.